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Piemonte --- Torino
sabato 03 settembre 2016
Sabato 3 settembre 2016 (ore: 17,30 - 19): Philippe Bridel (Filologo classico, Archeologo): “Parole del Passato. Brani di archeologia pratica”
Sabato 3 settembre 2016 (ore: 17,30 - 19): Philippe Bridel (Filologo classico, Archeologo): “Parole del Passato. Brani di archeologia pratica”
“Parole del Passato. Brani di archeologia pratica” - Il mestiere di archeologo, così affascinante in apparenza, rimane una professione poco conosciuta nella sua diversità.
Philippe Bridel è nato a Losanna (Svizzera) il 16 marzo 1947, dove si laurea in Filologia classica (Lingua e Letteratura greca) nel 1969.

1969-1972. Specializzazione in Archeologia classica a Parigi, presso l’Ecole pratique des hautes études, IV sezione.

1971-1972. Partecipa alle due campagne degli scavi svizzeri di Tell el-Hajj (Siria).

1972-1979. Scavi complementari e studio di restituzione del santuario romano del Cigognier ad Aventicum/Avenches (Svizzera).

1979-1982. Membro dell’Istituto Svizzero di Roma.

1983-1986. Prospezione e studio del foro romano di Noviodunum/Nyon (Svizzera).

1987-2012. Archeologo responsabile degli scavi, poi dei monumenti romani di Aventicum/ Avenches.

1976-1999. Membro, poi Direttore esecutivo della Mission suisse d’archéologie copte de l’Université de Genève, sul sito monastico dei Kellia (Beheira, Egitto). Coordinatore delle pubblicazioni fino al 2004.

Argomento della conferenza (03 settembre 2016): Parole del Passato. Brani di archeologia pratica

Il mestiere di archeologo, così affascinante in apparenza, rimane una professione poco conosciuta nella sua diversità. Lo sviluppo recente di numerose specializzazioni porta oggi ad un lavoro in squadre spesso più numerose, che faticano ogni tanto a presentare una visione sintetica delle realtà materiali ed umane da loro scavate e studiate, a darne una visione storica.

Presentando in modo aneddotico ed autobiografico qualche esperienza di esplorazione e di studio in Siria, Egitto e Svizzera, Philippe Bridel, archeologo specialista di architettura romana, tenterà di spiegare come far parlare i ruderi del passato: come possono evocare ai nostri contemporanei gli uomini di una volta, sotto parecchi aspetti della loro vita quotidiana, coi problemi che incontravano, non tanto diversi dai nostri.

Friedrich Nietzsche lo diceva bene: “La parola del passato è sempre simile a una sentenza d’oracolo; e voi non la intenderete se non in quanto sarete gli intenditori del presente, i costruttori dell’avvenire” (trad. di Benedetto Croce).